A Gimigliano, invece, si è svolta la seconda edizione del presepe vivente. Tradizione e spiritualitàhanno animato le vie del borgo catanzarese grazie all'impegno dell'intera comunità locale

La comunità di Gimigliano ha celebrato il Natale con un momento di autentica suggestione. La seconda edizione del presepe vivente ha trasformato l'intero borgo nell'antica Betlemme. Un progetto che vede coinvolte le due Parrocchie: SS Salvatore e Santa Maria Assunta guidate dal parroco don Fabrizio Fittante, con la preziosa collaborazione del gruppo di volontari "Jusu in Festa", da tempo impegnati nel recupero delle antiche tradizioni. E così durante il periodo delle festività natalizie, le viuzze del paesino catanzarese si sono accese tra luci calde, vecchi mestieri e atmosfere sacre, coinvolgendo grandi e piccoli. Tradizione e identità anche quest'anno hanno caratterizzato l'iniziativa, patrocinata dall'amministrazione comunale, che ha richiamato l'attenzione di numerosi visitatori che si sono lasciati accompagnare in un’atmosfera senza tempo, tra stalle e antiche botteghe, fino alla capanna fedelmente ricostruita all'interno della vecchia chiesa.

Tradizione e spiritualità


«Dopo la buona riuscita della prima edizione, anche quest'anno a Gimigliano abbiamo riacceso la magia del Natale con il presepe vivente - commentano gli organizzatori -. L'idea di cimentarsi in questa rappresentazione è stata del gruppo "Jusu in Festa" che opera sul territorio per il recupero delle antiche tradizioni ma anche per migliorare il decoro urbano della parte bassa del paese. In questa nuova esperienza c'è stata subito la disponibilità di don Fabrizio, regista della raffigurazione, e di molti altri volontari. Nella nostra comunità - spiegano - si respira, così, un forte senso di appartenenza, segno che unendo le forze e mettendosi al servizio della collettività il paese potrà riappropriarsi della sua identità storica e culturale. Teatro della rappresentazione il piccolo borgo della parte bassa dell'abitato, scenario ideale per fare un viaggio a ritroso nel tempo, tuffandosi in un suggestivo percorso tra le caratteristiche rughe, vecchi catoia, stalle e antiche botteghe dove sono stati ricostruiti fedelmente gli ambienti e i mestieri dell'epoca con personaggi che si sono immedesimati perfettamente nella parte. Un intero borgo, dunque, trasformato nella Betlemme di duemila anni fa in un viaggio di emozioni e di coinvolgimento. A suscitare l'interesse dei bambini sono stati gli animali, pecore, asini, capretti, cavalli, muli, mentre i più grandi hanno apprezzato il risvolto "goloso" della manifestazione grazie alla distribuzione di frittelle, pane di farina di castagno appena sfornato, cullurielli e pitte fritte».