Alla scrittrice riconosciuto il suo impegno per la riscoperta degli autori calabresi del Novecento. Premio alla memoria anche per Domenico Romano Carratelli. Due vibonesi nel segno della cultura e della memoria
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La Calabria che riscopre, custodisce e restituisce valore alla propria storia culturale. È nel segno di questo impegno che, sabato 7 novembre, a Satriano, nell'ambito della terza edizione del Premio Gaetano Filangieri, organizzato dall'Associazione Carlo e Gaetano Filangieri, è stato conferito a Giusy Staropoli Calafati il Premio Filangieri, per il suo percorso di scrittura, ricerca e promozione culturale e, in particolare, per il lavoro portato avanti negli anni sulla riscoperta e la valorizzazione degli autori calabresi del Novecento, con una speciale dedizione alla figura e all'opera di Corrado Alvaro.
Un riconoscimento che va oltre la sua attività letteraria e che premia una battaglia culturale condotta con continuità, nella convinzione che la letteratura calabrese debba trovare il posto che le spetta nella storia della letteratura italiana e, soprattutto, nella formazione delle nuove generazioni.
Scrittrice, poetessa, giornalista pubblicista e promotrice culturale, nata a Vibo Valentia e residente a Briatico, Staropoli Calafati ha costruito in oltre vent'anni un percorso nel quale la scrittura si è intrecciata costantemente alla divulgazione e all'impegno culturale. Nel 2020 ha lanciato il manifesto pubblico Apriamo le scuole italiane agli autori calabresi del '900, portando all'attenzione del Ministero dell'Istruzione la necessità di restituire spazio e dignità agli scrittori calabresi nei percorsi didattici della scuola italiana.
Un percorso che nel 2024 ha contribuito a promuovere il protocollo tra Regione Calabria e Ufficio Scolastico Regionale per la valorizzazione e lo studio degli autori calabresi del Novecento nelle scuole e che nel settembre 2025 ha raggiunto un risultato di particolare rilievo: l'annunciato inserimento di Corrado Alvaro tra gli autori del Novecento da studiare nelle scuole superiori, nelle indicazioni ministeriali per la scuola. In quell'occasione, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, annunciando il risultato, ha riconosciuto pubblicamente il ruolo di Giusy Staropoli Calafati, ringraziandola per l'azione portata avanti negli anni affinché il grande scrittore calabrese tornasse a trovare posto nella formazione culturale delle nuove generazioni. Un premio, dunque, alla scrittrice, ma soprattutto a un impegno che ha fatto della memoria letteraria calabrese una missione culturale, con lo sguardo rivolto al futuro.
La serata, condotta da Mariella Battaglia, responsabile del comitato scientifico dell'Associazione Filangieri, e arricchita dal dialogo tra l'autrice e il presidente dell'Associazione, Michele Drosi, ha avuto anche un momento di particolare commozione con la consegna dei riconoscimenti alla memoria. Tra questi, quello conferito a Domenico Romano Carratelli, avvocato, uomo delle istituzioni, appassionato cultore della storia e del patrimonio culturale, scomparso nel 2019. Una personalità che ha lasciato un segno importante nella storia culturale vibonese e calabrese. Bibliofilo e collezionista di libri antichi, Carratelli è legato soprattutto alla scoperta e all'acquisizione del prezioso Codice Romano Carratelli, straordinario manoscritto acquerellato della fine del Cinquecento, composto da 99 tavole che documentano città fortificate, torri, castelli e sistemi difensivi della Calabria Ulteriore. Un documento di eccezionale valore storico, artistico e identitario, oggi riconosciuto tra le testimonianze più preziose del patrimonio documentale calabrese.
Due riconoscimenti, uno alla memoria e uno a una voce viva della cultura contemporanea, che hanno così idealmente riunito due vibonesi nel nome di Filangieri e sotto il segno di una stessa sensibilità: quella di chi ha saputo riconoscere nella cultura, nei libri e nella memoria strumenti fondamentali per custodire e trasmettere l'identità di un territorio.
Non è casuale, del resto, il riferimento a Gaetano Filangieri, intellettuale, erudito e promotore culturale, fondatore del Museo Civico Filangieri di Napoli e protagonista di un'opera di raccolta, conservazione e divulgazione del patrimonio storico e artistico. Un nome che richiama una tradizione nella quale la cultura non è semplice celebrazione del passato, ma conoscenza da rendere accessibile e patrimonio da consegnare alle generazioni future.
Profondamente emozionata, Giusy Staropoli Calafati ha affidato ai social il suo ringraziamento, definendo il riconoscimento una gioia ancora più grande perché arrivata dalla sua Calabria.
«Quando a premiarti è la tua Calabria, quella gioia diventa qualcosa di ancora più grande. Diventa emozione, appartenenza, gratitudine», ha scritto l'autrice, dedicando il premio «al futuro dei giovani calabresi», con l'augurio che siano sempre più numerosi i giovani capaci di restare nella propria terra, costruire opportunità e vincere le proprie sfide.
Due storie, due percorsi, un'unica eredità: quella di una Calabria che non vuole smarrire la propria memoria e che, attraverso la cultura, continua a cercare le ragioni del proprio futuro. Perché i libri, come gli uomini che li hanno amati e custoditi, non appartengono soltanto al tempo in cui sono vissuti: continuano a parlare a chi viene dopo. Ed è forse questo il significato più autentico del Premio Filangieri: ricordare che una terra non diventa grande soltanto per ciò che ha saputo essere, ma per ciò che riesce ancora a trasmettere.

