Oltre 40 milioni di arrivi e 171 milioni di presenze. In molte località sarà un’estate all’insegna del tutto esaurito o quasi. Il Belpaese attrae visitatori dall’estero e spinge anche le presenze domestiche. La maggiore domanda, però, ha come effetto l’aumento dei prezzi negli stabilimenti balneari, negli alberghi e nei ristoranti: si pagherà il 5% in più in media rispetto alla scorsa estate. Fino al 40% in più, secondo alcune associazioni di consumatori, per un pranzo o una cena in riva al mare.

Boom di arrivi tra gennaio e marzo

Nel primo trimestre del 2026, il turismo ha registrato una forte crescita. L'Istat certifica in Italia 23 milioni di arrivi (+4,2%) e 71,6 milioni di presenze. Nella sua previsione per il 2026 Demoskopika ha stimato 141,2 milioni di arrivi (+2,1% rispetto al 2025) e 478 milioni di presenze (+0,4%) con un forte ritorno della domanda interna. Secondo l’ufficio statistica del ministero del Turismo a marzo l’Italia è risultata al primo posto per incremento annuo di presenze e al secondo per permanenza media rispetto ai principali competitor europei.

Per il solo mese di marzo, i dati Istat indicano 8,9 milioni di arrivi (+15,5% rispetto a marzo 2025) e 26,9 milioni di presenze (+20,6%), segnando un aumento sia della componente domestica che di quella estera.

In termini di aumento delle presenze, l’Italia ha fatto meglio di Spagna (+4,8%), Germania (+2,6%), Francia (+1,6%) e Grecia (-1,7%). Per quanto concerne la permanenza media, solo la Spagna, con 3,08 notti, fa meglio del dato italiano, pari a 3,02.

Secondo Assaeroporti a marzo, il traffico aereo negli scali italiani supera i 17 milioni di passeggeri, con un incremento del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2025.

Italia a portata di click

In Europa l’Italia è la più ricercata e la più cliccata online. A maggio il nostro Paese ha registrato una forte impennata delle prenotazioni di camere e posti letto - 55,1% in aumento dell’8,2% rispetto a maggio 2025 - con tassi di saturazione, sui principali portali online come Booking.com ed Expedia, superiori alla Grecia (50,3%), alla Francia (44,3%) e alla Spagna (42,5%).

Cresce il turismo estero

L’ultima indagine svolta da Isnart per Unioncamere nell’ambito dell’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di commercio dice che a luglio ed agosto si prevedono 171,8 milioni di presenze, 89 milioni delle quali riconducibili alla componente non residente (pari al 52% del totale). Il dato confermerebbe il ruolo centrale della domanda internazionale nella stagione estiva italiana.

Le prenotazioni già registrate, evidenzia Isnart, equivalgono al 56,8% del consuntivo estivo 2025, contro il 47,6% rilevato nel 2024, segnalando un rafforzamento dell’anticipo di prenotazione e, soprattutto, una stagione che presenta volumi già rilevanti di domanda acquisita. In questo scenario, rispetto allo stesso periodo del 2025, si avrebbe una crescita media del 4,6%, sostenuta soprattutto dalla componente estera (+8,3%), mentre la domanda italiana si manterrebbe su livelli sostanzialmente stabili.

Prezzi in aumento lungo tutta la filiera

Sul fronte dei prezzi, dalle elaborazioni Isnart e Bmti su dati Istat, continuano a crescere i prezzi dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar, pizzerie e simili segnano +3,2% annuo e oltre +10% rispetto a tre anni fa. Anche il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e +13,9% sul 2023, con aumenti più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1% su base annua).

Secondo Federconsumatori e Altroconsumo i rincari peseranno tra il 2,7 e il 6%. Gli aumenti più consistenti riguarderanno i pranzi e le cene in riva al mare, dove il conto potrebbe arrivare a costare il 40% in più rispetto allo scorso anno. Gli aumenti medi per ombrellone e lettini si attestano sui 6 euro.