Fissata la comparizione delle parti per valutare la conferma delle misure protettive richieste dalla società ai sensi del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza
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Sarà il 10 febbraio 2026 l’udienza decisiva per il futuro di Catanzaro Servizi S.p.A., la società in house del Comune di Catanzaro chiamata a giocare una partita delicata sul terreno della composizione negoziata della crisi. Il Tribunale di Catanzaro ha fissato la comparizione delle parti per valutare la conferma delle misure protettive richieste dalla società ai sensi del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
La richiesta, depositata il 29 dicembre scorso, mira a congelare per un periodo fino a 120 giorni le iniziative dei creditori: stop ad azioni esecutive e cautelari, divieto di acquisire nuovi diritti di prelazione e, sul versante cautelare, una serie di provvedimenti che vanno dalla sospensione delle rate con Agenzia delle Entrate e Agenzia della Riscossione al rilascio del Durc, fino alla tutela dei rapporti bancari e alla mancata segnalazione in centrale rischi. Un perimetro ampio, quello tracciato dalla società, che però – rileva il giudice – necessita di integrazioni sostanziali. Carenze che Catanzaro Servizi dovrà colmare entro il 20 gennaio 2026, termine fissato dal giudice come condizione imprescindibile per andare avanti.
Nel frattempo, il Tribunale ha ritenuto necessaria l’integrazione del contraddittorio con l’intero ceto creditorio, considerata la richiesta di misure protettive generalizzate. La società dovrà notificare ricorso e decreto a tutti i creditori entro il 15 gennaio, mentre Giovanni Puccio, l’esperto nominato dalla Camera di Commercio – che ha accettato l’incarico il 29 dicembre – è chiamato a depositare una relazione sintetica sull’andamento delle trattative e sulle concrete prospettive di risanamento.
Tutto rinviato, dunque, all’udienza di febbraio, che si terrà da remoto e alla quale potranno partecipare creditori, difensori ed esperto. Un passaggio chiave per una società che svolge servizi essenziali e che si trova ora a dover dimostrare, carte alla mano, di avere una strada credibile per uscire dalla crisi.



