Bosco

Le cronache giornalistiche dello scorso fine settimana hanno riportato diversi virgolettati, attribuiti al vicepresidente della giunta regionale, Filippo Mancuso e raccolti nel corso di una sua iniziativa pubblica.

Il mio ruolo mi induce a non entrare nel merito “politico” delle posizioni espresse da Mancuso sulla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro. Ma nella mia qualità di presidente del Consiglio comunale del capoluogo di regione, ho il dovere di stigmatizzare qualunque ipotesi di delegittimazione della massima assemblea elettiva cittadina.

Affermazioni come “decida la commissione tecnica” oppure quella riferita alle polemiche finalizzate a “decidere di non decidere” o addirittura l’invito rivolto al Consiglio comunale di “esprimersi in maniera ancor più ufficiale” sull’ubicazione del nuovo ospedale, sono espressioni che appaiono poco convenienti, proprio perché attribuite a un’alta carica istituzionale quale è quella che Filippo Mancuso ricopre.

Il Consiglio comunale di Catanzaro ha già manifestato la propria volontà, formalizzandola in una delibera assunta nella pienezza e nella dignità dei suoi poteri delle sue funzioni. Non possiamo quindi consentire lo si delegittimi o lo si sminuisca nel suo peso. Anzi, sarebbe ben grave se le scelte cruciali che riguardano il futuro della città venissero assunte al di fuori della corretta e necessaria dialettica tra le rappresentanze istituzionali.

GianMichele Bosco presidente del Consiglio comunale di Catanzaro

Palaia

Il Consiglio di comunale, massimo organo rappresentativo di Catanzaro e dei suoi cittadini ha già espresso la sua posizione sulla localizzazione del nuovo ospedale, una posizione chiara e assunta con il rigore e il senso di responsabilità che il tema merita.

Lasciano quindi sbigottiti le esternazioni di Filippo Mancuso, che sembra non tenere in alcun conto la volontà espressa dall’Aula e, soprattutto, il posto che essa Aula occupa nell’architettura istituzionale delle rappresentanze democratiche.

Se Filippo Mancuso parla in nome e per conto del governo regionale, gli rammentiamo che in più di una circostanza l’impegno assunto è stato quello – saggio – di non decidere sulla testa della città. In “Cittadella” hanno cambiato idea? Bene, sappiano allora che il confronto non ci spaventa perché il Consiglio si è espresso proprio in nome e per conto della città.

Se poi Mancuso ha parlato come esponente di partito, allora non possiamo che confermare la nostra posizione, che è “politica”, sia pure espressa attraverso i canali e le forme istituzionali: il patrimonio del “Pugliese” va prima di tutto conservato e in più rilanciato, potenziandone ruolo e funzioni attraverso l’innovazione tecnologica e l’ampliamento dell’offerta alla domanda di salute dei calabresi.

Ne va del futuro del sistema sanitario della città e anche di un complesso di fattori che sono di altra ma altrettanto importante natura. Fattori sociali ed economici cui sono legati gli equilibri tra le diverse aree in cui si articola una città urbanisticamente complessa come Catanzaro. Il “Pugliese” è storia, così come lo è il popoloso quartiere che lo ospita da decenni. Chi ha maturato l’idea di cancellare tutto questo, dovrà fare i conti con la volontà popolare, cristallizzata in una delibera di Consiglio comunale e che va nella direzione esattamente opposta.

Daniela Palaia consigliera comunale