Il sistema sanitario regionale diventa attrattivo per i sanitari del comparto, soprattutto per coloro che in mobilità vorrebbero trasferirsi da altre aziende. Complessivamente 2.748 domande, 2.384 gli ammessi
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Un concorso in controtendenza non solo per l’elevato numero di partecipanti. I 525 posti da infermiere e operatore sociosanitario fanno gola più fuori che entro i confini della Calabria. È questo un secondo dato che conferma l’attrattività della procedura, per ora espressa solo in termini di mobilità compartimentale, regionale e interregionale.
L’avviso ha, infatti, preceduto l’espletamento del concorso bandito da Azienda Zero, lo scorso febbraio, finalizzato al reclutamento di operatori sociosanitari e infermieri da destinare agli enti del servizio sanitario calabrese. Sulla base dei fabbisogni espressi dalle aziende, il dg Gandolfo Miserendino ha messo a concorso 349 posti da infermiere e 176 da operatore sociosanitario, facendo registrare un vero boom di adesioni.
Complessivamente 2.748 domande, 2.384 gli ammessi. È dall’analisi di quest’ultimo campione di dati che è emerso il maggior interesse da parte di professionisti operanti in altre regioni d’Italia verso la procedura. A presentare domanda di mobilità sono stati, infatti, in maggioranza infermieri e operatori sociosanitari che lavorano in aziende oltre i confini calabresi. In percentuale, più operatori sociosanitari che infermieri, intenzionati a tornare o a venire a lavorare nei servizi sanitari regionali.
Di 928 ammessi all’avviso di mobilità, volto all’assunzione di 176 operatori sociosanitari, il 65,44% proviene da altre regioni (il 34,56% da aziende calabresi). Per quanto riguarda invece la procedura per il reclutamento di infermieri, di 1.456 ammessi il 54,48% presta servizio in altre regioni (il 45,52% da aziende calabresi). Nonostante l’alta partecipazione agli avvisi di mobilità, non è escluso che si procederà ad espletare ugualmente il concorso per la copertura di tutti i posti.


