Fiorita: «La presenza di queste iniziative si inserisce in un percorso che rende possibile un cambio di prospettiva: non considerare più questa città come uno degli ultimi lembi d’Europa, ma come uno dei luoghi che ambiscono a essere centro di un discorso sul Mediterraneo»
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Dalla sartoria sociale alle opportunità di lavoro per le persone con disabilità, dai percorsi educativi per giovani con disturbi del neurosviluppo alla creazione di nuove prospettive per il Terzo settore nelle aree interne. Sono cinque i progetti presentati questa mattina al Complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro nell’ambito del bando «Rigenerare comunità: imprenditoria sociale, welfare, benessere e reciprocità», promosso da Fondazione Carical, in collaborazione con Fondazione con il Sud e Fondazione Peppino Vismara. Le iniziative, distribuite tra Calabria e Basilicata, riceveranno finanziamenti vicini ai 300 mila euro ciascuna, con l’obiettivo di trasformare le risorse dei territori in opportunità concrete di inclusione sociale e lavorativa.
Al centro del bando c’è la capacità delle organizzazioni del Terzo settore di rispondere ai bisogni delle comunità attraverso progetti costruiti sulle caratteristiche dei contesti locali. Un percorso che mette in relazione welfare, imprenditoria sociale e benessere collettivo, puntando a rafforzare le opportunità occupazionali delle persone più fragili e la coesione sociale, con particolare attenzione alle realtà che affrontano le difficoltà dello spopolamento e della marginalità territoriale.
«Gli obiettivi sono quelli di andare incontro ai tanti bisogni della nostra realtà di Calabria e di Lucania», ha spiegato Giovanni Pensabene, presidente di Fondazione Carical, sottolineando il valore della collaborazione tra le tre fondazioni. Il bando ha coinvolto organizzazioni provenienti dalle sette province delle due regioni, con una selezione che ha previsto una prima fase a cura di Fondazione Carical e una valutazione conclusiva affidata a Fondazione con il Sud, con particolare attenzione alla possibilità che le iniziative possano proseguire nel tempo anche dopo il sostegno iniziale. La sostenibilità rappresenta infatti una delle questioni centrali del percorso. «Non vuole essere una piccola fiammata e poi si spegne lì», ha osservato Pensabene, richiamando la necessità che i finanziamenti producano esperienze capaci di consolidarsi e accompagnare le persone verso una maggiore autonomia, anche attraverso il lavoro. Sulla collaborazione tra realtà diverse si è soffermato Stefano Consiglio, presidente di Fondazione con il Sud, che ha evidenziato il valore dell’incontro tra una fondazione di origine bancaria radicata in Calabria e Basilicata, una fondazione del Nord e un soggetto impegnato nello sviluppo sociale del Mezzogiorno. «Soltanto se c’è collaborazione, se questa coesione nazionale che vede insieme tre entità diverse provenienti da tre contesti si consoliderà, l’Italia tutta avrà un futuro», ha affermato, auspicando che le iniziative possano tradursi in occupazione e risultati duraturi. Un sostegno che, nelle intenzioni delle fondazioni, non si esaurisce nell’erogazione delle risorse economiche. Carmine Guanci, direttore generale di Fondazione Peppino Vismara, ha ribadito l’importanza di affiancare le organizzazioni nella crescita delle competenze e nella costruzione di percorsi sostenibili, valorizzando le specificità delle comunità. L’obiettivo, ha spiegato, è contribuire a creare occupazione per le persone più fragili e rafforzare la coesione sociale, contrastando lo spopolamento. Un accompagnamento fondato sull’ascolto dei bisogni locali e sulla collaborazione con gli enti, senza imporre modelli estranei ai territori. Le cinque iniziative selezionate affrontano esigenze differenti, con un filo comune: costruire opportunità a partire dalle risorse e dalle competenze delle comunità.
A Soveria Mannelli, nel Catanzarese, Deda APS realizzerà «Casa Deda. Welfare Culturale, Rigenerazione Urbana e Inclusione Giovanile», un presidio stabile di welfare culturale pensato per offrire occasioni di aggregazione, orientamento e formazione ai giovani e alle persone in condizioni di fragilità.
A Policoro, in provincia di Matera, la Società Cooperativa Sociale QÛM – Impresa Sociale promuoverà «Il Telaio Sociale», una sartoria sociale destinata a favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e con background migratorio.
A Rionero in Vulture, nel Potentino, l’APS Paesaggi Meridiani svilupperà «Semi in Crescita: Radici di Cura, Passi che Avanzano», attraverso percorsi educativi, partecipativi e di inserimento lavorativo rivolti a persone con disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo.
A Jonadi, nel Vibonese, l’APS Devote della Madonna del Rosario di Pompei «Il Dono» realizzerà «Comunità in Viaggio: il Food Truck Sociale del Dono», un progetto che prevede una friggitoria sociale e un food truck per promuovere l’autonomia e l’occupazione delle persone con disabilità.
A Morano Calabro, nel Cosentino, la Catasta Pollino Società Cooperativa Impresa Sociale porterà avanti «POPP – Pollino, People, Projects», con l’obiettivo di rafforzare le competenze imprenditoriali e le opportunità occupazionali del Terzo settore nel territorio del Parco nazionale del Pollino.
L’Amministrazione comunale di Catanzaro ha portato i propri saluti istituzionali, confermando il ruolo del Complesso monumentale del San Giovanni come spazio di incontro e confronto. In apertura dei lavori, l’assessore ai Beni culturali Salvatore Bullotta ha dichiarato: «Siamo molto contenti come Amministrazione comunale che si presentino qui gli esiti di questo importantissimo bando. Questo significa che Catanzaro riesce ad essere il perno di politiche per il Meridione, raccogliendo qui al San Giovanni le esperienze esemplari di Calabria e Basilicata. Abbiamo voluto collocare il Complesso del San Giovanni all’interno di un sistema di promozione della cultura attraverso l’inclusione sociale e la rigenerazione delle comunità con buone pratiche. Ci sentiamo fieri di essere baricentro di queste buone prassi per il Sud».
L’assessora alla Cultura Donatella Monteverdi ha richiamato il valore della cooperazione istituzionale: «Con un pizzico di orgoglio evidenzio come la nostra Amministrazione sia riuscita a moltiplicare le occasioni di incontro con realtà come Fondazione CON IL SUD e Carical, con cui abbiamo realizzato tantissimi progetti. Uno dei pilastri della nostra azione è stato proprio quello di aprire ad altri territori e costruire esperienze condivise, favorendo il dialogo e il lavoro di rete per la crescita della comunità».
Le conclusioni sono state affidate al sindaco Nicola Fiorita, il quale ha evidenziato la centralità del capoluogo nelle dinamiche culturali e sociali del Mezzogiorno: «La presenza di queste iniziative in un luogo a noi caro come il San Giovanni si inserisce in un percorso che rende possibile un cambio di prospettiva: non considerare più questa città come uno degli ultimi lembi d’Europa, ma come uno dei luoghi che ambiscono a essere centro di un discorso sul Mediterraneo. Questo ribaltamento è reso possibile dalla capacità di costruire relazioni, adottare pratiche innovative e presentare progetti autorevoli e credibili insieme a partner e fondazioni che ci sono vicini».


