Il Codacons interviene sulla questione legata alla vendita dei biglietti per la finale playoff tra Monza e Catanzaro, chiedendo misure immediate a tutela dei tifosi giallorossi rimasti esclusi a causa dei criteri restrittivi adottati per l’accesso allo stadio. Con un’istanza urgente inviata alle Autorità competenti, alla Lega Serie B e alla società organizzatrice, gli avvocati Marco Donzelli e Francesco Di Lieto, raccogliendo l’appello del Catanzaro Club “Pietro Iemmello” di Roma, hanno sollecitato un intervento per evitare, spiegano, «che una grande giornata di sport si trasformi in una ingiusta esclusione di massa».

Al centro della contestazione vi sono le limitazioni territoriali previste per l’acquisto dei tagliandi. Secondo il Codacons, migliaia di sostenitori del Catanzaro residenti fuori dalla provincia sarebbero stati impossibilitati ad acquistare il biglietto pur seguendo da anni la squadra in tutta Italia. «Non si può dividere una tifoseria con il righello della residenza, come se la passione avesse un codice postale», afferma l’associazione, sottolineando come molti tifosi siano lavoratori, studenti o emigrati che vivono lontano dalla Calabria ma continuano a mantenere un forte legame con i colori giallorossi.

Per il Codacons, inoltre, la restrizione territoriale «non risolve il problema della sicurezza» e rischia anzi di aggravarlo. Secondo quanto riferito dai club organizzati, numerosi tifosi sarebbero comunque diretti in Lombardia anche senza biglietto per vivere da vicino la storica sfida playoff. Da qui la richiesta di due interventi immediati: da un lato la rimodulazione dei vincoli di residenza per eventuali settori ancora disponibili, consentendo ai residenti fuori provincia di acquistare i tagliandi in maniera nominativa e tracciata; dall’altro l’installazione di maxi-schermi pubblici in aree controllate, anche nell’area della Città Metropolitana di Milano, così da permettere ai tifosi senza ticket di seguire la partita in sicurezza.

«Le istituzioni hanno ancora il tempo per scegliere la via del buon senso: più organizzazione, più spazi controllati, più rispetto per una comunità che chiede solo di partecipare in modo civile e sicuro», dichiarano gli avvocati Marco Donzelli e Francesco Di Lieto. Il Codacons conclude ribadendo che la finale Monza-Catanzaro «deve essere una festa dello sport» e non «il simbolo di una tifoseria divisa da un criterio burocratico».