Riceviamo (e pubblichiamo) da Antonello Talerico* 

Non basta la solidarietà. E, a onor del vero, da parte di alcuni importanti esponenti politici della nostra Regione non è arrivata neppure quella. Sul caro carburanti, che sta mettendo in seria difficoltà famiglie, lavoratori e imprese, si registra infatti un silenzio politico difficilmente comprensibile.

A richiamare l'attenzione sull'emergenza sono stati addirittura anche i vescovi calabresi, preoccupati per le conseguenze economiche e sociali dei continui rincari. Ma non possono bastare gli appelli, così come non è accettabile l'indifferenza di chi ricopre importanti responsabilità istituzionali. Occorrono risposte concrete, immediate e sostenibili.
L'aumento dei carburanti, infatti, non colpisce tutti allo stesso modo. Per alcuni rappresenta semplicemente una maggiore spesa, per altri significa dover scegliere tra fare rifornimento, pagare le bollette o acquistare beni di prima necessità. E le conseguenze non riguardano soltanto gli automobilisti: aumentano i costi dei trasporti, delle merci, dei prodotti alimentari e delle attività produttive.

In Calabria il problema è ancora più grave, considerata l'insufficienza dei trasporti pubblici e la necessità, per migliaia di cittadini, di utilizzare quotidianamente l'automobile per raggiungere il posto di lavoro.
 

Ma quali potrebbero essere le soluzioni?
La prima riguarda la riduzione temporanea delle accise, attraverso un meccanismo automatico che intervenga quando il prezzo dei carburanti supera determinate soglie. Una riduzione di 15-20 centesimi al litro, con adeguata copertura finanziaria, consentirebbe di alleggerire immediatamente il costo dei rifornimenti.
 

La seconda proposta consiste nell'introdurre un contributo straordinario di 250 euro per le famiglie con redditi medio-bassi, utilizzabile per gli spostamenti necessari al lavoro e alle esigenze familiari, con particolare attenzione ai residenti nei territori privi di collegamenti pubblici adeguati.
 

Terzo intervento: sostegno agli autotrasportatori, agli agricoltori e alle piccole imprese, attraverso crediti d'imposta temporanei, procedure semplificate e strumenti che consentano di adeguare i corrispettivi all'aumento effettivo del carburante. Se aumentano i costi di produzione e distribuzione, inevitabilmente aumentano anche i prezzi per i consumatori.
Occorre poi rafforzare i controlli sulla formazione dei prezzi, evitando fenomeni speculativi e verificando che le diminuzioni delle quotazioni internazionali si traducano tempestivamente in riduzioni alla pompa.
 

Infine, anche la Regione Calabria dovrebbe fare la propria parte, individuando misure straordinarie a favore delle categorie più esposte e investendo finalmente in un sistema di trasporto pubblico efficiente, soprattutto nelle aree interne.
Non possiamo continuare ad affrontare ogni emergenza con interventi occasionali, aspettando che i prezzi tornino spontaneamente a diminuire.
Il caro carburanti è una questione economica, ma soprattutto sociale. Colpisce il potere d'acquisto delle famiglie, riduce la competitività delle imprese e rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali.
La solidarietà è importante, ma non basta. E ancora meno può bastare il silenzio di chi dovrebbe assumersi la responsabilità delle scelte. La politica deve trasformare la preoccupazione in provvedimenti concreti, perché il costo delle crisi non può ricadere sempre sulle stesse famiglie e sulle stesse imprese.

*Consigliere Comunale Catanzaro