Il futuro dei piccoli centri e delle realtà dell'entroterra calabrese riparte dal confronto e dalla valorizzazione delle radici culturali. Attorno al tema “Bellezze della Calabria. Identità e turismo culturale”, si è tenuto al Riva Restaurant di Falerna un importante talk volto a delineare le nuove rotte per il rilancio dei borghi storici della regione. L'iniziativa, promossa dalla Discover Italy Foundation E.T.S., ha rappresentato non solo la cornice ideale per presentare i quattro finalisti del prestigioso Premio Letterario Caccuri (Tommaso Cerno, Pietro Grasso, Cecilia Sala e Luca Sommi) ma ha soprattutto offerto lo spazio per un dibattito serrato sulle strategie concrete per contrastare lo spopolamento attraverso il turismo sostenibile e la tutela identitaria.

Il confronto, moderato dal giornalista Ugo Floro, ha visto dialogare attivamente sindaci e amministratori locali che operano quotidianamente in prima linea sul territorio. Al centro della discussione sono emersi modelli virtuosi, riconoscimenti d'eccellenza e risposte concrete al disagio estremo che colpisce molte aree interne calabresi, tracciando una via comune basata sulla cooperazione istituzionale e sulla consapevolezza delle proprie comunità.

Bova: trent'anni di percorso e inversione di tendenza


A testimoniare una reale e tangibile inversione di tendenza è stato Gianfranco Marino, vicesindaco di Bova. Il messaggio che scaturisce da simili iniziative è, secondo Marino, improntato alla sinergia istituzionale e a una rinnovata attenzione verso territori capaci di crescere in controtendenza rispetto all'ultimo mezzo secolo delle aree interne. «Siamo felici di essere un esempio per tanti centri che avevano ammainato la bandiera e che oggi sperano di poter scrivere pagine nuove come l'abbiamo fatto noi – ha affermato – . Il percorso di Bova è un percorso che dura da circa 30 anni e che oggi ci consegna un centro rinato che diventa un esempio virtuoso in controtendenza rispetto a quello che è stato l'ultimo mezzo secolo delle aree interne. Bova è riuscita a fare vedere che si può immaginare un futuro nelle aree interne e non per forza dover pensare ad andare via».


Aiello Calabro: l'ingresso tra i "Borghi più belli d'Italia"


Un momento di straordinario entusiasmo sta investendo anche la comunità di Aiello Calabro, recentemente inserita tra i "Borghi più belli d'Italia". Il sindaco Luca Lepore ha espresso profonda soddisfazione per una bellissima pagina di una storia entusiasmante che dà un decisivo lustro alle bellezze storiche e architettoniche del proprio comune, auspicando che tale patrimonio esca dai confini locali. «Ho sempre sostenuto che la storia debba uscire dai nostri confini per farla conoscere, per attrarre quel turismo che oggi ha bisogno di vedere quei luoghi identitari pieni di storia, di culture e tradizioni», ha dichiarato Lepore. Il primo cittadino ha poi evidenziato come i borghi in difficoltà abbiano un disperato bisogno di essere valorizzati: «La Calabria è ricca di queste bellezze storiche e architettoniche e i nostri borghi che vivono difficoltà hanno bisogno di un'inversione, hanno bisogno di essere valorizzati. Ecco perché stiamo iniziando questo lavoro in sinergia anche con i territori, con le associazioni, con la promozione territoriale affinché quella storia possa essere conosciuta e attrarre persone e visitatori».

Cleto: alimentare la speranza attraverso la cultura e l'impresa


Sulla necessità assoluta di garantire un futuro e riaccendere la speranza si è focalizzato Armando Bossio, sindaco di Cleto. In una Calabria colpita da dinamiche di spopolamento e disagio estremo, trovare le motivazioni per reagire diventa un dovere primario per la classe amministrativa, chiamata a stimolare la cittadinanza e a fornire strumenti reali: «Cleto in questi anni sta riuscendo in qualche modo a reagire – ha affermato il primo cittadino – , è riuscita ad aprire i due castelli diventando il comune dei due castelli per eccellenza in Calabria e da un po' di anni riesce a raccogliere migliaia di visitatori». Questo modello di sviluppo ha generato un impatto economico e sociale tangibile sul territorio, portando all'apertura di nuove piccole attività, dando risposte a quelle già esistenti e offrendo soprattutto una nuova consapevolezza a una comunità che ha finalmente ricominciato a credere nelle proprie potenzialità.