Colori; formine; costruzioni con piccoli mattoncini; pennarelli; cartoncini; lanterne. Presi singolarmente, questi elementi sono solo degli strumenti. È quando vengono amalgamati tutti insieme che smettono di essere semplici arnesi e diventano ponti tra l’immaginazione dei più piccoli e la storia della grande pittura. È quanto accaduto a Vallefiorita (CZ), dove lo Spazio Gioco “La Maruca” ha aperto le sue porte all'intera comunità per la baby mostra "Un Nido d'Arte – Da Monet... a Pollock".

L'iniziativa, svoltasi nel pomeriggio del 18 giugno, è nata da un progetto ambizioso e poetico atto a celebrare i percorsi creativi dei bambini, dai dodici mesi ai tre anni. Non una semplice esposizione, ma il coronamento di un viaggio sensoriale ed espressivo in cui i piccoli artisti hanno potuto sperimentare, toccare e reinterpretare le tecniche dei più grandi maestri di sempre. Un viaggio partito con il suono della prima campanella dell’anno educativo 2025-2026 e culminato in una mostra che ha sostituito, con dignità, la solita recita di fine anno. «Avremmo potuto fare una recita, ma non avevamo intenzione di costringere i bambini a sottostare a regole rigide e dare loro dei ruoli fissi» rivela l’insegnante, Teresa. È stato preferito, invece, un cammino condiviso lungo un anno, muovendosi con leggerezza tra le storie degli artisti e scoprendo che la cultura può essere vissuta, prima di tutto, come un gioco.

Così, gli spazi de La Maruca sono diventati una pinacoteca allestita dai piccoli protagonisti dello Spazio Gioco di Vallefiorita, guidati dalla cura e dalla dedizione delle maestre Teresa Murgida, Consuelo Muccari, Chiara Laugelli e Sofia Burdino.

Le insegnanti Chiara, Consuelo, Teresa e Sofia

Guardando i lavori in mostra, salta subito all'occhio l'incredibile varietà dei linguaggi esplorati. I bambini hanno navigato tra le ninfee di Monet attraverso delicati origami e sfondi acquatici; hanno sfidato la gravità e il tempo plasmando piccoli orologi molli che richiamano il surrealismo di Dalí; hanno saltellato tra le stelle ripercorrendo l’immaginario di Van Gogh; hanno reso omaggio all'intensità di Frida Kahlo con dettagliati collage floreali e fisionomici. Sono stati ricordati altri artisti, da Munch a Klimt. Non è mancato lo spazio per la tridimensionalità e la logica, grazie a stimolanti accostamenti con i mattoncini da costruzione, fino ad arrivare alla libertà più pura dell'Espressionismo Astratto: una tela collettiva in cui lo stile di Jackson Pollock ha preso vita attraverso schizzi e gocce di colore, impressi con l'energia spontanea che solo l'infanzia possiede. Un modo creativo per concludere il primissimo percorso di studi da parte dei bimbi e delle bimbe che, nell’occasione, hanno ricevuto il diploma dell’ultimo anno.

L'invito, accolto con entusiasmo da tutta la cittadinanza – dal sindaco, al parroco, agli altri cittadini – ha reso La Maruca un luogo di incontro stimolante tra bimbi e genitori, dimostrando come l'arte non sia un argomento di nicchia, ma un linguaggio universale capace di cambiare il modo di approcciarsi al mondo con il modo di fare dei più piccoli: non osservando da lontano, ma immergendosi in tutti i sensi e con tutti i sensi in questa opera d’arte chiamata vita.