Circa cento lavoratori hanno partecipato alla mobilitazione organizzata dall’Usb. Al centro della protesta le richieste di assunzione, lo scorrimento delle graduatorie e nuove opportunità per gli esclusi
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Circa un centinaio di tirocinanti di inclusione sociale (Tis) provenienti da tutta la Calabria sono giunti a Catanzaro per una manifestazione di protesta indetta dal sindacato Usb. Si tratta di lavoratori precari impegnati nelle pubbliche amministrazioni nell’ambito di politiche di reinserimento promosse dalla Regione Calabria. Non tutti i lavoratori sono stati, però, assunti negli enti locali: molti sono rimasti esclusi, mentre altri sono ancora in attesa di una soluzione occupazionale. La mobilitazione è stata organizzata dall’Usb per chiedere garanzie sul futuro lavorativo dell’intera platea dei Tis.
Il presidio è stato organizzato davanti al palazzo della Prefettura. Da piazza Matteotti è partito un corteo che ha raggiunto piazza Prefettura percorrendo corso Mazzini, scortato dalle forze dell’ordine. Durante il percorso nelle strade cittadine, i manifestanti hanno scandito slogan per chiedere lavoro ed esposto striscioni con la scritta: «Basta promesse, siamo alla fame». Alcuni dei manifestanti hanno portato tessere elettorali e minacciano di bruciarle in segno di protesta. Prima di confluire in piazza Matteotti un gruppo di manifestanti ha bloccato per alcuni minuti il viadotto Bisantis, paralizzando il traffico.
Rispetto alla vertenza il sindacato chiede alla Regione Calabria «di adottare tutte le misure necessarie per l’intera platea dei Tis, senza lasciare indietro nessuno». Per i lavoratori dichiarati idonei, l’Usb chiede che anche gli «altri Comuni possano procedere alle assunzioni attingendo, per scorrimento, alle graduatorie attive dei Comuni limitrofi o comunque afferenti allo stesso Centro per l’impiego». Il sindacato chiede inoltre di «incentivare i Comuni a scorrere le graduatorie e di garantire una seconda possibilità a quanti sono stati esclusi perché dichiarati non idonei». Per coloro che al momento sono esclusi dai percorsi di stabilizzazione, infine, viene chiesto «un sostegno al reddito di sei mesi, erogato attraverso un tirocinio finalizzato alla stabilizzazione in Regione Calabria, enti regionali, società in-house, Asp, Sorical e Arpal, da avviare entro la fine di ottobre e da regolare con un protocollo definitivo».
Al termine della manifestazione, una delegazione di lavoratori, accompagnata dai rappresentanti sindacali, è stata ricevuta dal prefetto Clemente Di Nuzzo. I rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato le principali criticità, dalle procedure di stabilizzazione già avviate allo scorrimento delle graduatorie, fino alla situazione di quanti sono rimasti fuori dai percorsi di assunzione.
Il prefetto ha ascoltato le richieste e assicurato attenzione sulla vicenda, manifestando la disponibilità della Prefettura a favorire il confronto istituzionale. Di Nuzzo ha inoltre annunciato l’intenzione di acquisire dalla Regione Calabria aggiornamenti sullo stato della vertenza, anche alla luce del tavolo di confronto attualmente aperto sulla situazione dei tirocinanti.

