«La Regione Calabria sarebbe intenzionata a rinunciare a proporre impugnazione contro la sentenza del Tar sulla realizzazione di un impianto eolico a San Vito sullo Jonio, nelle Preserre catanzaresi». Lo si legge in una nota diffusa dal movimento Terra e Libertà Calabria e dal coordinamento regionale Controvento Calabria

L’impianto eolico, ricordano i componenti delle due associazioni, «andrebbe a compromettere irreversibilmente il territorio, già peraltro martoriato a destra e a manca dalle torri d’acciaio, andando a rovinare e degradare una delle attrattive turistiche più sane e riuscite: il coast to coast ovvero il cammino da Soverato a Pizzo che porta in Calabria migliaia di visitatori favorendo un indotto fatto di agriturismi, piccoli albergatori, agricoltori e quant’altro. L’impianto, difatti, sorgerebbe nel cuore del coast to coast, nelle montagne boscate del comune di San Vito. Il progetto è vecchio, è stato presentato nel 2006: nel frattempo, sono stati costruiti tanti altri impianti eolici nelle vicinanze (cosiddetto effetto cumulativo), altri per questo sono stati poi bocciati (nei confinanti comuni di Monterosso e Polia), sono nate nuove aree protette, il Parco regionale delle Serre si è ampliato e raggiungerà a breve anche l’altro comune confinante, Chiaravalle. Il progetto stesso è mutato, con la riduzione del numero di pale da 25 a 14 ma con il raddoppio delle dimensioni del rotore di ciascuna pala da 82 metri a 140 metri. Perciò, giustamente, con decreto n. 13920 del 3/10/2024, il dirigente generale del dipartimento Sviluppo economico ed attrattori culturali della Regione aveva decretato la decadenza dell’autorizzazione unica inerente il progetto. Purtroppo e, si direbbe, inspiegabilmente, il Tar di Catanzaro ha poi dato ragione alla “Parco eolico San Vito srl” che aveva impugnato il citato provvedimento. Sembrava scontato che la Regione si appellasse contro questa sentenza per difendere un proprio giusto e motivato decreto, consapevole anche delle conseguenze ambientali e sociali che la mancata iniziativa avrebbe sul territorio interessato».

Il movimento Terra e Libertà Calabria, assieme all’intero coordinamento Controvento, auspicano tuttavia che la Regione ci possa ripensare e annunciano altresì l’intenzione di partecipare ad adiuvandum alla provvidenziale azione legale, che «rappresenterebbe l’ultimo baluardo prima che un altro pezzo della “Calabria meravigliosa” dipinta sulle pubblicità in giro per il mondo sia sacrificata irreversibilmente per il profitto di pochissimi speculatori della cosiddetta energia “pulita”. Che, a ben guardare ovunque ci si volti in Calabria – tra paesaggi deturpati, biodiversità azzerata e foreste spianate – di pulito non ha proprio nulla».