L’operaio Francesco Stella precipitò da sette metri d’altezza nello stabilimento della Europrofil di Gianfranco Ielapi: la procura ha sollecitato il rinvio a giudizio per il legale rappresentante dell’azienda, accusato di omicidio colposo aggravato
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Morto in azienda, pm chiede il processo per il legale rappresentante
Morto in azienda, pm chiede il processo per il legale rappresentante L'operaio Francesco Stella precipitò da un capannone nell'area industriale di Lamezia (ANSA) - LAMEZIA TERME, 03 MAR -
La procura di Lamezia Terme ha chiesto il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Europrofil srl, Gianfranco Ielapi, di 50 anni, di San Pietro a Maida (Catanzaro), accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro in merito alla morte dell'operaio 38enne Francesco Stella, precipitato da un capannone.
L'incidente è avvenuto il 3 gennaio del 2025 all'interno di uno stabilimento situato nell'area industriale di Lamezia. Stella, con la qualifica di manovale di officina e regolarmente assunto, stava effettuando un inventario al secondo piano di un soppalco metallico adibito a deposito quando è precipitato da un'altezza di circa sette metri.
All'imputato, assistito dagli avvocati Francesco Gioffrè e Vincenzo Cantafio, la Procura contesta violazioni del decreto legislativo 81 del 2008: la mancata fornitura di dispositivi di protezione individuale per i lavori in quota e l'omessa sorveglianza sanitaria periodica del lavoratore. Al vaglio degli inquirenti anche il Documento di valutazione dei rischi, ritenuto carente in particolare nella valutazione del rischio di caduta dall'alto e nell'indicazione delle misure preventive. Le criticità, secondo l'accusa, riguarderebbero anche le condizioni del soppalco: parapetti assenti in più punti, sistemi di protezione verso il vuoto inadeguati, pavimentazione metallica priva di dispositivi antiscivolo, illuminazione insufficiente, assenza di indicatori di portata e carenza di segnaletica nelle aree di carico e scarico.
La caduta, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe avvenuta in corrispondenza di un varco nel parapetto privo di protezioni.
L'udienza preliminare è stata fissata per il 24 marzo 2026. Nel procedimento sono indicate come persone offese i familiari della vittima, il padre, la madre, il fratello e la sorella, rappresentati dagli avvocati Aldo Ferraro e Antonio Procopio, che potranno costituirsi parte civile.
Il giudice dell'udienza preliminare dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre quindi il processo.

