L’iniziativa è stata organizzata dalla scuola territoriale di formazione della Camera penale, presieduta dall’avvocato Danilo Iannello. Al centro del dibattito le garanzie a tutela degli indagati
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
Si è tenuta nei giorni scorsi la presentazione del il libro “Il peccato di Eva” al centro polivalente di via Fontana Vecchia a Catanzaro, in una sala gremita ed alla presenza di oltre novanta studenti. Il libro nasce dallo studio delle indagini del caso giudiziario noto alle cronache con il nome di “Qatargate”.
Uno scandalo giudiziario nel cui ambito si ipotizzano reati di associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio di denaro, esploso all’interno del Parlamento Europeo nel dicembre del 2022, in seguito al quale sono stati eseguiti gli arresti, tra gli altri, della vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili, del suo compagno, Francesco Giorgi e dell’ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri.
La protagonista è Eva Kaili, il cui “peccato originale” probabilmente è stato quello di essere una donna bellissima, intelligente, ambiziosa ed intraprendente. Un libro dall’accurata e analitica descrizione dei fatti, privo di alcuno sbilanciamento in relazione alla colpevolezza o innocenza degli indagati. Un testo teso a rappresentare la mancanza di garanzie e la privazione di diritti in capo all’indagato, proprio nella patria dei diritti umani.
All’incontro sono intervenuti gli avvocati Danilo Iannello, direttore della scuola territoriale di formazione della Camera Penale di Catanzaro, e Antonella Canino, segretario della Camera Penale di Catanzaro, con l’ulteriore partecipazione delle avvocatesse Silvia Raiola e Sara Spanò, responsabili dell’osservatorio giovani e rapporti con le scuole della Camera Penale di Catanzaro.
L’intero evento è stato caratterizzato ed arricchito dal lavoro degli studenti del liceo classico “P. Galluppi” di Catanzaro, diretto dalla prof.ssa Stefania Cinzia Scozzafava i quali, dopo aver letto e approfondito le tematiche del libro, coadiuvati dal professore Gianluca Scalise, hanno preso parte attivamente alla presentazione del libro, dialogando con gli autori ai quali hanno rivolto una serie di rilevanti quesiti.
Il professore Scalise ha evidenziato come i ragazzi abbiano svolto il loro lavoro di studio e approfondimento autonomamente e senza alcuna influenza, sviluppando il loro pensiero critico, condensato nelle domande attente e puntuali da loro rivolte agli autori, Giuseppe Guastella e Lodovica Bulian, protagonisti della giornata, i quali hanno diffusamente e puntualmente risposto a tutti i quesiti, affrontando tematiche cruciali, in relazione al sistema giudiziario belga e non solo, con specifico riferimento ai principi costituzionali ed alle garanzie processuali.
Nell’ambito della mattinata, è stato affrontato anche il problema relativo al sistema penitenziario, riportando i dati devastanti degli ultimi anni in relazione ai suicidi e tentati suicidi. Lodovica Bulian e Giuseppe Guastella, tra i più prestigiosi giornalisti del panorama nazionale, hanno regalato agli studenti un momento intenso di confronto, denso di significati. Tra questi il difficile e fondamentale ruolo dei mezzi di informazione, ai quali è demandato il compito di narrare e approfondire, mantenendo il sottile equilibrio che intercorre tra informazione e spettacolarizzazione.
Quella stampa che racconta i fatti nella loro oggettività, senza sbilanciamenti sulla colpevolezza o innocenza degli indagati che, in quanto tali, sono dei presunti innocenti e non presunti colpevoli in attesa di condanna, che ha rappresentato il metodo di approccio degli autori nello svolgimento del loro lavoro di approfondimento e narrazione. Anche per le implicazioni umane sottese ad ogni vicenda giudiziaria, come ci hanno ricordato Lodovica Bulian e Giuseppe Guastella, poiché dietro e dentro ogni inchiesta giudiziaria vi sono vite, persone e famiglie che potrebbero non rialzarsi da una gogna mediatica devastante, anche laddove risultassero, come spesso accade, totalmente estranei alle vicende contestate.

