72mila chilometri di rete idrografica da mettere in sicurezza. È questo il dato principale da cui parte il master plan presentato ufficialmente questo pomeriggio in Cittadella alla presenza dei sindaci calabresi con i quali la Regione sta organizzando una azione integrata di mitigazione del rischio idrogeologico in vista della stagione autunnale, che si prevede particolarmente piovosa dopo una estate siccitosa e calda.

L’iniziativa è stata promossa dal prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, in collaborazione con la Regione Calabria. Si pone come obiettivo anche la semplificazione delle procedure per compiere più celermente la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, ad esempio eliminando l’iter autorizzatorio. 

L’assessore all’Ambiente Antonio Montuoro ha spiegato che il master plan analizza «le principali criticità sulle quali intervenire. Nei mesi primaverili e nei mesi estivi siamo intervenuti tempestivamente, Calabria Verde ha effettuato interventi per oltre 320 chilometri in alveo, quindi lungo quei corsi d'acqua che destavano preoccupazione e che necessitavano di un intervento puntuale».

I sindaci sono stati dotati inoltre di un accesso alla piattaforma WebGIS, «dov’è possibile estrapolare tutte le informazioni relative al territorio calabrese» ha aggiunto ancora Montuoro. «Con gli uffici abbiamo tracciato e geolocalizzato tutti i corsi d'acqua, tutti i fossi, tutti i canali presenti sul territorio regionale in maniera da fornire ai sindaci un ulteriore strumento di verifica e comprensione di ciò che accade sul territorio». 

Ad illustrare il master plan è stato il dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Salvatore Siviglia, che ha inoltre sottolineato come esiste «una condizione di potenziale rischio considerato le condizioni di calore estremo registrato durante l’estate. Si prevede ovviamente una ondata di maltempo nel nostro territorio che potrebbe colpire le zone più vulnerabili. Con questa iniziativa avviamo dunque un'azione di monitoraggio per comprendere i punti di maggiore criticità per intervenire con operazioni di pulizia dei corsi d'acqua».

«Ovviamente non possiamo pensare di mettere in sicurezza 72mila chilometri di reticolo idrografico ma puntiamo ad eliminare i maggiori punti di città di cui siamo a conoscenza. Gli eventi meteorici non possono essere previsti a lungo termine ma massicci rovesci d’acqua potrebbero essere all’origine di danni per la presenza di erbacce e materiale di risulta».