Lo scorso anno al confine con il Reggino si sono registrati due casi che hanno poi comportato il ricovero. L’Azienda sanitaria detta le disposizioni per prevenire i contagi
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La provincia di Catanzaro risulta area ad alto rischio per la circolazione dei virus West Nile e Usutu. L’intera area è stata inclusa dal ministero della Salute nel piano di sorveglianza integrata, la comunicazione è stata trasmessa dall’azienda sanitaria provinciale a tutti i comuni del catanzarese per adottare adeguate contromisure.
Lo scorso anno si sono, infatti, verificati casi di contagio che hanno poi comportato il ricovero di due pazienti all’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro. In particolare, l’area posta al confine con il reggino è stata interessata da episodi di contagio, fortunatamente senza vittime.
Il dirigente del dipartimento Prevenzione dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Caparello, ha evidenziato che «il virus West Nile viene trasmesso dalle zanzare comuni e può colpire l'uomo e diverse specie animali, in particolare gli uccelli (serbatoi del virus) e gli equidi. In un approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambientale, risulta essenziale il coinvolgimento di codeste amministrazioni per garantire una comunicazione efficace ai cittadini e agli operatori».
La richiesta rivolta ai sindaci, in qualità di autorità sanitarie locali, è di dare la massima diffusione delle disposizioni vigenti in materia. Inoltre, l’Asp fa sapere di aver posizionato sul territorio «trappole specifiche per lo studio degli insetti. Tali dispositivi sono chiaramente identificabili e segnalati da appositi cartelli informativi». Viene fatto divieto di toccarli, aprirli o spostarli.


