Dopo il pesante ko contro l'Ascoli, i giallorossi ritrovano compattezza e strappano un punto al Vigorito. Bene Pafundi, deludono Candela e Dorval
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Dopo lo shock del pesantissimo 1-6 subito contro l'Ascoli, il Catanzaro aveva soprattutto bisogno di ritrovare equilibrio, compattezza e fiducia. Michele Mignani, arrivato sulla panchina giallorossa con pochissimo tempo a disposizione, sceglie una partita prudente, privilegiando la fase difensiva e limitando i rischi. Una scelta condivisibile, soprattutto considerando le sei reti incassate appena tre giorni prima. Il Benevento mantiene maggiormente l'iniziativa, ma le Aquile concedono relativamente poco e, soprattutto, non danno mai la sensazione di essere allo sbando come accaduto sabato al Ceravolo.
Il rigore di Salvemini sembra condannare i giallorossi a un'altra sconfitta, ma nel recupero arriva il guizzo di Buso a ristabilire la parità. Un punto che vale soprattutto per il morale, perché interrompe una spirale negativa e permette al nuovo tecnico di cominciare il suo percorso senza una sconfitta. La qualità del gioco resta da migliorare, così come la produzione offensiva, ma pretendere una rivoluzione immediata sarebbe stato irrealistico. Prima di tornare a correre, questo Catanzaro doveva imparare nuovamente a stare in piedi.
Le pagelle dei giallorossi
Pigliacelli 6 – Incolpevole. Sul rigore di Salvemini può fare poco. Per il resto vive una serata relativamente tranquilla, soprattutto se confrontata con quella da incubo contro l'Ascoli. Il Benevento mantiene il pallino del gioco, ma raramente riesce a impegnarlo seriamente. Anche questo è un segnale incoraggiante per un reparto che aveva bisogno di ritrovare certezze.
Ruggero 6 – Concentrato. Prestazione attenta, senza particolari sbavature. Si preoccupa principalmente di mantenere la posizione e garantire copertura, evitando iniziative rischiose. Dopo le sei reti incassate sabato, la priorità era soprattutto ritrovare solidità. Risponde presente.
Antonini 5,5 – Da ritrovare. Non è ancora il difensore sicuro che il Catanzaro avrebbe bisogno di avere. Qualche incertezza rimane e il cartellino giallo rimediato a inizio ripresa ne condiziona la prestazione. Tuttavia, rispetto alla debacle contro l'Ascoli, il reparto appare decisamente più organizzato. Mignani lo sostituisce al 59'.
Imperiale 6 – Solido. Uno dei riferimenti della retroguardia. Cerca di guidare i compagni e di mantenere compatto il reparto, intervenendo con attenzione quando necessario. Il Benevento trova pochi spazi per rendersi realmente pericoloso e anche il suo contributo è importante. Una prestazione di sostanza.
Candela 5 – Macchiato. Il fallo che provoca il rigore rappresenta inevitabilmente una macchia pesante sulla sua prestazione. Per il resto interpreta la gara con prudenza, limitando le discese offensive per garantire maggiore copertura. L'episodio pesa sul giudizio, ma non cancella del tutto una prova di sacrificio.
Alesi 6 – Generoso. Corre, contrasta e si mette al servizio della squadra. Non sempre riesce a essere preciso nella gestione del pallone, ma il suo lavoro senza palla contribuisce a mantenere compatto il centrocampo. In una partita nella quale servivano soprattutto sacrificio e attenzione, fa la sua parte.
Petriccione 5,5 – Frenato. Non riesce a prendere in mano il gioco come vorrebbe. La scelta di mantenere un atteggiamento prudente limita anche le possibilità di costruzione, ma dal regista giallorosso ci si aspetta comunque maggiore personalità nella gestione del possesso. Una prestazione senza particolari errori, ma anche senza grandi intuizioni.
Franky Tchaouna 6 – Applicato. Si sacrifica in fase di non possesso, aiutando i compagni a chiudere gli spazi e cercando di dare equilibrio alla squadra. Non sempre brillante nelle giocate, ma apprezzabile per l'atteggiamento. In una serata nella quale il Catanzaro aveva bisogno di ritrovare ordine, il suo lavoro è prezioso.
Dorval 5 – Deludente. Ancora una prestazione decisamente al di sotto delle aspettative. Le sue qualità offensive rimangono praticamente invisibili, tra accelerazioni mai tentate, poca intraprendenza e una preoccupante difficoltà nel creare superiorità numerica. L'atteggiamento prudente della squadra può rappresentare una parziale attenuante, ma non basta a giustificare una prova così anonima. Da un giocatore con le sue caratteristiche è lecito aspettarsi molto di più, anche in una partita impostata principalmente sulla fase difensiva.
Koffi 5,5 – Poco servito. Cerca di sfruttare la propria fisicità, ma si ritrova spesso isolato e costretto a battagliare contro i difensori avversari. Il Catanzaro costruisce poco e gli attaccanti ne risentono inevitabilmente. Non riesce a rendersi pericoloso, pur mostrando disponibilità al sacrificio.
Iemmello 5,5 – Sacrificato. Il capitano arretra frequentemente per aiutare la squadra nella costruzione, ma così facendo finisce per allontanarsi troppo dalla porta avversaria. Pochissimi palloni giocabili negli ultimi metri e nessuna vera occasione per lasciare il segno. Ha comunque il merito di partecipare all'azione del pareggio con una sponda importante. La sua qualità resta indispensabile, ma bisognerà trovare il modo di sfruttarla maggiormente in zona gol.
I subentrati
Frosinini 6
Di Francesco 5,5
D'Alessandro 6
Pafundi 6,5 – Qualità. Il suo ingresso aggiunge fantasia a una manovra fino a quel momento piuttosto prevedibile. Partecipa all'azione che porta al pareggio con il pallone messo in area, dimostrando quanto le sue caratteristiche possano essere importanti per questo Catanzaro. Mignani dovrà trovare il modo di valorizzarlo senza compromettere l'equilibrio della squadra.
Buso 7,5 – Decisivo. L'uomo della serata. Entra al 79' e al 92' trova il gol che evita al Catanzaro un'altra sconfitta. È bravo a farsi trovare pronto sulla respinta corta della difesa sannita, trasformando un pallone vagante in una rete dal peso specifico enorme. Dopo l'umiliazione contro l'Ascoli, il suo gol vale molto più di un semplice punto: restituisce un sorriso a una squadra che sembrava aver smarrito ogni certezza.
L'allenatore
Michele Mignani 6,5 – Pragmatico. La scelta di affrontare il Benevento con un atteggiamento prevalentemente difensivo è assolutamente condivisibile. Dopo aver incassato sei reti dall'Ascoli e con pochissimo tempo a disposizione per lavorare, sarebbe stato probabilmente un azzardo pretendere di imporre subito un calcio propositivo. Mignani sceglie invece di partire dalle basi: distanze tra i reparti, attenzione nelle coperture e compattezza. Il risultato è un Catanzaro certamente poco spettacolare, ma decisamente più ordinato, capace di concedere relativamente poco a un Benevento che mantiene l'iniziativa senza creare una quantità significativa di occasioni.
Il rigore di Salvemini rischia di vanificare il lavoro svolto, ma la squadra ha il merito di non disunirsi e di crederci fino all'ultimo. Anche i cambi contribuiscono al risultato, con Pafundi e Buso protagonisti dell'azione del pareggio. Naturalmente resta molto da fare, soprattutto nella costruzione del gioco e nella capacità di accompagnare la fase offensiva, ma il nuovo tecnico ha avuto il merito di comprendere immediatamente le priorità. Dopo una sconfitta traumatica come quella di sabato, prima del bel gioco serviva ritrovare una squadra. E Mignani, almeno per una sera, sembra aver imboccato la strada giusta.



